Insieme a Sinomondi per conoscere le tante facce delle culture cinesi
Perché avete voluto creare l’Associazione Sinomondi?
Valeria: Sono una docente universitaria, ho studiato la lingua e la cultura cinese e ho vissuto e lavorato in Cina per diversi anni. La mia passione non è alimentata solo dalla civiltà millenaria o dal successo del modello economico cinese. Mi ha sempre affascinato il fatto che parlare di Cina significa parlare di tanti “mondi” che parlano varietà della lingua cinese, ma non una lingua unica, cioè sono “sinofoni”. Gli abitanti di queste comunità condividono elementi culturali e storici con chi vive in Cina, ma molti vivono proprio vicino a noi e spesso sono difficilmente catalogabili semplicemente come “immigrati”. Molti sono nati qui e sono, quindi, “sinodiscendenti”. Altri hanno scelto l’Italia come tanti italiani hanno scelto di vivere e lavorare all’estero. L’Associazione Sinomondi viene a colmare una mancanza nella conoscenza reciproca tra chi ha un interesse per la Cina e i cinesi di ‘casa nostra’. Da quando io studiavo all’università ad oggi la Cina è diventata sempre più presente nelle nostre vite di tutti i giorni: nelle immagini, nella tecnologia, nell’economia, nella ristorazione. Nel nostro paese si fa fatica, però, a scalfire l’elemento “esotico” associato alla cultura cinese. Spesso, le persone di origine cinese che vivono in Italia sono invisibili nel discorso pubblico e lo scambio tra residenti incontra ostacoli.
Yan: Come persona cinese residente in Italia, ho sempre avuto la sensazione che la conoscenza del mondo sinofono sia insufficiente. Soprattutto se consideriamo che il ruolo della Cina sulla scena internazionale è diventato sempre più rilevante, la scarsa familiarità che la maggioranza degli italiani ha con questa cultura è davvero squilibrata, sproporzionata. La Cina è grande, e il mondo sinofono è ancora più ampio. La cosiddetta “cultura cinese” non è affatto omogenea: anzi, varia molto da zona a zona, da generazione a generazione e anche in base al contesto sociale. I parametri sono infiniti. L’obiettivo dell’Associazione Sinomondi non è rappresentare “la” Cina. Con le nostre attività miriamo ad offrire tanti punti di vista, a mostrare tanti singoli pezzi che, messi insieme, costruiscono un orizzonte il più variegato possibile. In cinese c’è un modo di dire: guan kui li ce 管窥蠡测. Letteralmente, questo detto significa “osservare il cielo attraverso un tubo e misurare il mare con una conchiglia” ed ha una connotazione negativa, perché critica chi ha una visione limitata. Partendo da qui, ciò che vorremmo realizzare è uscire dalla solita narrativa omologante e offrire storie, o punti di vista, individuali.
Perché Bologna? Come s’inserisce la città nelle finalità dell’Associazione Sinomondi?
Yan: Io abito in questa città e amo questa città. Sono venuta a Bologna quando avevo 22 anni. Ormai ho passato vent’anni qui: fra due anni, il tempo che ho vissuto qui a Bologna supererà quello che ho trascorso nella mia città natale, Nanchino. Fra due anni Bologna sarà il posto dove ho vissuto di più nella mia vita. Da questo punto di vista, diciamo che sono quasi una bolognese. Bologna è assolutamente una città particolare, affascinante e super-multi-culturale. È una città universitaria, quindi ha una popolazione relativamente giovane, ed è anche una città dove vivono tanti immigrati da tutto il mondo. Dei miei amici, solo due sono nati qui! Poi ci sono i miei figli, sono nuovi bolognesi anche loro. Si capisce anche da cose semplici: per esempio, una delle prime canzoni che hanno imparato è “Bella ciao”. Già quando avevano più o meno due anni, cantavano, urlavano “Bella ciao” davanti al cinema Lumière: una cosa assolutamente molto bolognese, tipica di questa città che ha una grande tradizione partigiana. E proprio qui a Bologna, la comunità cinese è diventata sempre più grande, più numerosa, e anche più visibile. Con Sinomondi vogliamo raccontare le storie cinesi, presentare e mostrare la cultura cinese, inserire gli elementi della cultura cinese più profondamente all’interno di un tessuto già molto multicolore e multietnico. In questo modo possiamo anche promuovere l’integrazione degli studenti e dei migranti cinesi.
Valeria: Abito e lavoro a Bologna da circa quattro anni e sono profondamente convinta che questo sia il luogo adatto non solo per far conoscere la cultura cinese e sinofona. Ci sono molti elementi che fanno di Bologna il luogo ideale per un’associazione giovane come la nostra che punta a creare nei cittadini una nuova coscienza basata sulla convivenza tra culture diverse. È una città vivace che ha investito moltissimo sulla cultura. C’è una concentrazione di eventi e festival che la rendono ricchissima e unica. Ci sono attività che avvengono grazie alle realtà locali di piccole dimensioni, come librerie indipendenti, biblioteche di quartiere, sale messe a disposizione dalle associazioni cittadine. Infine, Bologna è una meta per tanti giovani di varia provenienza che la scelgono per realizzare i loro sogni. Lo vedo ogni giorno in Università. Nelle mie classi, gli studenti vengono da tutta Italia. È un laboratorio a cielo aperto. E molti si fermano a vivere qui grazie anche alle molte opportunità offerte dal mondo del lavoro a Bologna e nelle zone limitrofe.
Attività e progetti
In poco più di un anno di vita, l’Associazione Sinomondi ha realizzato diversi eventi invitando studiosi e artisti sinofoni. Molte attività si svolgono in collaborazione con l’Università, visto che molti dei soci fondatori sono anche docenti. Un appuntamento fisso è il Book Club, si tiene mensilmente in una libreria indipendente della città e permette ai non specialisti di conoscere insieme a noi la letteratura e la società contemporanea. Attraverso la collaborazione con Tilt e l’Ennesimo Filmfestival per le attività dell’Academy e la selezione Sinofonie, riusciamo a promuovere la cultura visuale delle realtà sinofone.Tra i progetti in corso, un’attenzione particolare è riservata alla presenza sinofona in città con l’organizzazione di passeggiate a tema nei luoghi simbolo della comunità e laboratori che mirano a conoscere le storie dei residenti, vecchi e nuovi. In questo s’intreccia l’interesse per il mondo della scuola e delle associazioni culturali sinofone, che insegnano la lingua e la cultura cinese ai bambini nati qui. Infine, nella nostra associazione la musica ha un posto di grande rilievo grazie a musicisti specializzati negli strumenti tradizionali. Nel prossimo futuro, il sogno di Yan sarebbe realizzare un podcast per far conoscere la musica indipendente del mondo sinofono.
A cura di Valeria Zanier e Wen Yan
Valeria Zanier, professoressa associata presso l’Università di Bologna, è tra i curatori della ùselezione Sinofonie dell'Ennesimo Film Festival dal 2025.
Yan Wen, docente di lingua cinese presso l’Università di Bologna, è tra i curatori della selezione Sinofonie dell'Ennesimo Film Festival dal 2026.