Out of the wild
La negoziazione visiva tra finzione ed estetica documentaristica
Esiste una forma di protesta che rifiuta il confronto diretto per abbracciare un dissenso più radicale: il ritiro totale dalle premesse della società. Questa non è solo una scelta di vita, ma una manifestazione estrema di protesta ecologica e anti-capitalista. La scelta di voltare le spalle al consumismo ha la sua radice filosofica in figure come Henry David Thoreau, considerato il precursore dell'ambientalismo e della nonviolenza, il cui saggio "Walden" ha tracciato il solco per ogni narrazione successiva. Questo rifiuto non convenzionale è tornato al centro del dibattito mediatico e della narrazione cinematografica, ponendo una domanda cruciale: la vera ribellione può avvenire in isolamento, o è destinata a richiedere un compromesso con il mondo da cui si fugge? Il caso della famiglia abruzzese, balzata alle cronache per la sua vita auto-sufficiente nei boschi per protesta ecologica, offre una narrazione di profonda risonanza cinematografica che si colloca tra la finzione utopica e l'estetica documentaristica.
Captain Fantastic, è un film del 2016 diretto da Matt Ross e interpretato da Viggo Mortensen, nei panni di Ben Cash. La famiglia Cash vive sperduta nei boschi, praticando la sopravvivenza, l'autonomia energetica e alimentare, e un rigoroso curriculum di filosofia e scienze, in aperta opposizione all'abbrutimento capitalistico della società. Il regista fa ampio uso di colori saturi e luce naturale nelle sequenze in natura per simboleggiare l'integrità e la vitalità del ritiro. Il film non celebra l'isolamento acriticamente: quando la famiglia si scontra con il mondo esterno, l'illuminazione artificiale e le inquadrature rigide (simboli della civiltà) rendono l'ambiente ostile e grottesco, sottolineando il trauma della civiltà. La morale del lungometraggio è quella di un necessario compromesso. Ben si rende conto che, se vuole che i suoi figli sopravvivano, deve insegnare loro a decifrare e a vivere anche nel mondo che vuole respingere.
Questa dicotomia tra ideale e necessità è la spina dorsale della narrazione cinematografica sul ritiro. Into the Wild (2007) — tratto dalla storia vera di Christopher McCandless — ne è il tragico contraltare. Il regista Sean Penn esalta l'epicità del viaggio di McCandless con uno stile lirico e un montaggio epico (spesso supportato da musica non diegetica) che porta però inesorabilmente alla morte in completo isolamento. Il finale funge da avvertimento: l'isolamento assoluto conduce all'annientamento. Altri film, come Witness - Il Testimone (1985), spostano il focus dall'isolamento scelto a quello minacciato: lì, il conflitto nasce dalla necessità di proteggere la comunità Amish dall'invasione violenta del mondo esterno. Questo conferma che il confronto con il sistema, sia esso interno (la sopravvivenza) o esterno (la violenza sociale), è inevitabile.
La narrazione del ritiro, sia essa filtrata dalla cronaca o dalla finzione, evidenzia un messaggio cruciale: tutti questi personaggi, pur nella loro fortissima spinta verso l’anticonvenzionale, non possono ignorare il confine tra sé e la società. Il loro gesto estremo è frutto di una consapevolezza ambientale che è giusto che tutti abbiano.
Una consapevolezza che, nel nostro piccolo, anche noi di Ennesimo Academy desideriamo trasmettere. Attraverso il corso formativo “La forma dell’acqua”, abbiamo voluto sensibilizzare i ragazzi delle medie sul tema dell’inquinamento da plastica e sulla conservazione del nostro bene più prezioso, in questi 10 anni di attività gli studenti hanno ideato e viste realizzate campagne pubblicitarie, spot tv, tote bag e tanti altri contenuti per tradurre la loro coscienza in azione visiva e collettiva.